Il nuovo sito della Federazione Ciclistica Italiana Comitato Regionale - La Voce del Ciclismo in Calabria

velosystem home

Ciclismo: un grande sport, parla Francesco Gatto

  • Pubblicato in Rubriche

Vi siete mai domandati perchè vi piace il ciclismo? Perchè nonostante si facciano tanti sacrifici, e nonostante si corrano tanti pericoli sulla strada, la passione per questo sport è ancora più forte?
Sono certo che ciascuno di noi avrà una sua risposta. Ma alla base di tutto c'è qualcosa di molto importante. Forse il ciclismo non è soltanto uno sport. Non si sceglie di fare il ciclista per soldi. Il ciclismo è uno stile di vita, e coloro i quali lo praticano sono orgogliosi di questo.
Il ciclismo è un grande sport. Da giovani, ci insegna il sacrifico, l'impegno, il lavoro, il rispetto per gli altri e per se stessi. Successivamente da adulti, il ciclismo ci permette di stare in compagnia, godere della natura senza danneggiarla, trascorrendo momenti di assoluto piacere e relax in essa immersi.
Se cerchiamo su Wikipedia la definizione di ciclismo, questo è ciò che troviamo:
"Il ciclismo è uno sport che consiste nel gareggiare correndo su una bicicletta, ma che viene inteso anche semplicemente come spostamento mediante una bicicletta".
Si tratta di una definizione troppo semplice, che in realtà non dice nulla di ciò che realmente rappresenta. Il ciclismo è competizione, ma spesso non nei confronti degli altri, ma di noi stessi. Il risultato più difficile è quello relativo al miglioramento della nostra stessa prestazione. Della forza di volontà che ogni giorno ci fa crescere, spostando il nostro risultato un po più avanti. E questo non solo quando siamo in bici.
Oggi parliamo di un ragazzo calabrese che da tanti anni va in bici ma che purtroppo lo scorso anno in una granfondo, ha subito un brutto incidente, riportando la frattura del collo del femore. Si chiama Francesco Gatto e sicuramente molti di voi lo conosceranno. Francesco è un ragazzo straordinario con un carattere ed una determinazione eccezionale.
Domenica scorsa ha partecipato alla Grandondo Lombardo, disputata in Sicilia. Ci dice: 
 

"Ieri dopo 11 mesi dal mio terribile infortunio, sono tornato in gara. Era un obiettivo prefissatomi, già dal giorno dopo l'operazione, perché quando vuoi qualcosa e per i motivi che sappiamo, la puoi gustare solo a metà, ti resta oltre al dolore per le sofferenze, anche l'amaro in bocca".

 
La sfida lanciata da Francesco è quindi in primo luogo con se stesso, ritrovando la forza e la grinta per fare una bella gara, superando la tensione e quella maledetta curva.
Francesco inoltre dice:

"Ringrazio di cuore tutte le persone che mi sono state vicine moralmente e fisicamente in quel bruttissimo momento e a rimettermi in sesto. Un grazie va Francesco Miceli (Presindente della mia ASD) e a tutta la squadra che mi hanno dato fiducia ed hanno creduto in me accogliendomi a braccia aperte."


Noi siamo felici di aver ritrovato un grande ciclista calabrese, così come siamo felici di poter raccontare ogni giorno delle storie a lieto fine come questa.

 

Articolo: Caterina Arco

Leggi tutto...

Convegno annuale Giudici di Gara

  • Pubblicato in Rubriche

Domenica 7 Aprile 2013 si è svolto a Cosenza un importante convegno tecnico annuale dei Giudici di Gara della FCI. All'incontro era presente anche il Presidente Regionale Salvatore Dionesalvi, il quale in passato prima di ricoprire altri incarichi, ha svolto anche la funzione di Giudice di Gara. Inoltre, in rappresentanza della Commissione Nazionale Giudici di Gara era presente Tirone Raffaele di Benevento.

Dopo i saluti di rito, è intervenuto Gianni Passarelli, responsabile FCI Calabria dei Giudici di Gara, il quale ha presentato una breve relazione sulla gestione della Commissione relativa allo scorso anno. In particolare, ha mostrato le statistiche inerenti le gare “arbitrate”. A seguire ha preso la parola Federica Di Cello, che ha relazionato sul tema principe di quest'anno, cioè: “Il Collegio di Giuria: prima durante e dopo la corsa”. Federica, coadiuvata dalla collega Emilia Cantafio, ha dimostrato di essere ottimamente preparata nonostante la sua giovane età.

Incontro Giudici 2013

Dionesalvi nel suo intervento ha illustrato alcune novità che il nuovo comitato sta portando avanti, tra le quali, quella che riguarda più da vicino i Giudici di Gara, cioè un un calendario comune di gare stilato con Basilicata, Puglia, Campania e Calabria (CHALLENGE TRE MARI). In questo modo sarà possibile avere qualche gara agonistica in più sul nostro territorio. Inoltre si potranno difatti effettuare scambi tra Giudici di Gara di diverse regioni tra quelle citate.

Infine cosa ancora più importante, tale iniziativa permetterà di effettuare dei servizi presso la pista di Oppido Lucano. Tutto ciò rappresenterà una crescita professionale per i nostri Collegi di Giuria.

Per dovere di cronaca, precisiamo che in questo momento parliamo di iniziative in fase embrionale, che ovviamente ci auguriamo vadano in porto al più presto.

 

Fonte: Gianni Passarelli

Leggi tutto...

Caterina Arco ci parla del ciclismo in Calabria

E' di qualche giorno fa la notizia di Saronni che in un'intervista ha affermato: "Il ciclismo italiano è finito".
Ovviamente questa frase ha sollevato diverse critiche, alcune a favore ed altre contrarie. Senza voler entrare nei particolari attribuendo responsabilità ad alcun soggetto, e senza avere la presunzione di poter esprimire un giudizio, sicuramente possiamo dire, senza ombra di smentita che il ciclismo attraversa un periodo estremamente complesso, che lo ha portato in un vortice recessivo, dal quale si potrà uscire solo con grandi sforzi e con una programmazione adeguata.
La Calabria (terrà già difficile per lo sport delle due ruote) non è esonerata dalle problematiche riscontrate a livello nazionale. Stà di fatto però che la nostra regione a differenza di tante altre, sembra essere entrata in un periodo di "letargo", dove nonostante gli sforzi profusi dal consiglio regionale, le società non rispondono positivamente.
Da tutto questo ne derivano sostanzialmente due cose:
1) Diminuzione del numero di manifestazioni ciclistiche svolte in Calabria.
2) Conseguente diminuzione del numero dei tesserati calabresi.

Qualche giorno fa c'è pervenuta un'interessante email da Caterina Arco, una ciclista calabrese. Le abbiamo proposto un'intervista. Ha accettato di rispondere alle nostre domande, spiegandoci i motivi per i quali nel 2013 ha deciso di tesserarsi con una squadra ciclistica siciliana. Caterina è una giovane ragazza di Reggio Calabria. Incuriositi fissiamo l'appuntamento in un bar sul lungomare di Reggio. Si presenta all'incontro avvolta in una sciarpa, con un cappellino che quasi le copre gli occhi. Un fisico minuto, molto magra, in gergo diremmo "tirata", al primo sguardo si capisce che è allenata. Ci accoglie con un sorriso solare che, nonostante la mattina nuvolosa, ci mette subito di buon umore. Dopo le prime battute intuiamo che è una calabrese DOC, di quelle che non la mandano a dire. Lo dimostra il suo carattere forte, quando qualche minuto più tardi, risponde alle nostre domande con determinazione e con una grinta notevole. La stessa grinta che scatena in gara quando lotta al pari dei suoi colleghi uomini, senza nessun timore reverenziale.
Le chiediamo cosa ne pensa del calendario amatoriale 2013 e della qualità delle gare in Calabria, ci risponde con molta franchezza che preferisce correre in Sicilia, dove ci sono almeno 3 gare a settimana, piuttosto che arrivare fino a Cosenza ed oltre.
Le chiediamo qual'è secondo lei il problema (o i problemi della Calabria). Ci dice che in Calabria c'è gente che non pensa al bene del ciclismo, ma ai propri interessi e fa ciò che gli conviene. Il problema non sono la mancanza di risorse, bensì una cattiva gestione.
A questo punto la domanda che ci sorge spontanea è se in tutto ciò c'è una responsabilità della FCI Calabria.
Secondo lei, le responsabilità di questa situazione non sono da attribuire direttamente al Consiglio Regionale, ma sicuramente, in maniera indiretta, ci sono colpe anche del gruppo dirigente calabrese. Ci dice che su Reggio Calabria da anni non si riesce ad avere un gruppo di società che, lavorando per un comune obiettivo, costruiscano qualcosa di buono per il ciclismo. Lei si sente fortunata ad aver conosciuto delle persone eccezzionali come Pino Neto, Francesco Gatto e Sergio Laganà, con i quali ha stretto una sincera amicizia. Pino, lo definisce affettuosamente il "Capy", ed è anche grazie a lui ed alla mentalità vincente che le ha insegnato, se in gara non molla mai fino allo striscione d'arrivo. Continua dicendo che nella vita bisogna avere le caratteristiche di tartaruga e di lepre. Tartaruga per difendersi con la corazza dai colpi duri che siamo costretti a subire, mentre lepre perchè in alcune situazioni bisogna essere rapidi nel cogliere le occasioni.

Caterina e Pino in bicicletta

Cosa ne pensa Caterina del nuovo Consiglio Regionale? Vedo bene il Presidente Salvatore Dionesalvi, perchè è una persona nuova, si è creato un gruppo di collaboratori validi; la mia speranza è che presto arrivino segnali positivi per il ciclismo calabrese, e mi auguro di cuore che il prossimo anno ci siano le condizioni per tesserarmi nuovamente nella mia Terra. Ad un certo punto, mentre degusta il caffè, ci dice: "la Calabria ha tanti giovani validi, ma a parte Pino sono pochissime le persone che si impegnano in tal senso. Lui dedica così tanto tempo al ciclismo ed ai giovani, perchè ama profondamente questo sport, ma purtroppo nessuno ne parla. C'è bisogno di un cambiamento di rotta, bisogna investire sul ciclismo ed è necessario creare un gruppo di persone affiatate che contribuiscano a formare una vera e propria scuola di ciclismo, e spero che dopo questa intervista qualcosa si muova".
Noi siamo sicuri che quello che si stà facendo è nella direzione giusta e presto arriveranno i primi risultati.
La salutiamo con l'augurio di rivederla quanto prima in gara, nelle gare calabresi, con il suo sorriso e la sua grinta!

 

Intervista a: Caterina Arco

 

Leggi tutto...
Sottoscrivi questo feed RSS

Ultime Notizie